Trekking non impegnativo ma spettacolare, in parte sul Ticino e in parte tra i boschi sulle tracce della cultura di Golasecca. Agli inizi del XIX secolo, l’abate Giovanni Battista Giani effettuò, nell’area del Monsorino, i primi ritrovamenti: circa cinquanta tombe con ceramiche e oggetti metallici, databili tra il IX e il IV secolo a.C. nella prima età del ferro. Il giro parte da Golasecca da un ampio parcheggio posto al lato della strada provinciale, non avendo un numero civico, potete impostare il navigatore su Viale Europa 79 Golasecca che si trova più o meno di fronte al parcheggio. Tutta la prima parte del trekking si svolge su strada asfaltata e carrozzabile (passano comunque poche macchine) sul bordo del Ticino, dove si possono avvistare numerose specie di uccelli acquatici. Passando verso i primi di Aprile è possibile vedere anche parecchi uccelli in cova, Germani, Folaghe, Oche dal collo rosso… Terminata la parte a bordo Ticino ci si addentra nel bosco in sentieri battuti che ci portano al cosidetto Sass di biss (sasso delle bisce) dove si trovano delle coppelle incise dalle popolazioni preistoriche che abitavano la zona, e un ottimo posto dove fermarsi a consumare i panini portati per l’escursione. Si prosegue poi per il giro ad anello passando per posti suggestivi come una vista sulla diga del Panperduto. Essendo vicini all’aeroporto molti aerei di linea passano sopra le nostre teste ma questo non impedisce l’avvistamento di falchi che attraversano il cielo. Si giunge infine alla necropoli celtica di Monsorino dove l’abate Giani trovò le prime tombe. Attraverso una serie di cartelli esplicativi è possibile ricostruire la storia delle popolazioni che qui hanno sviluppato la loro civiltà e riconoscere la disposizione delle pietre che formavano le sepolture. Ancora poca strada e si torna al parcheggio da dove siamo partiti. Un trekking consigliabile a chiunque con interesse storico e nessun punto di difficoltà. Ottimo anche per chi possiede un cane.