Easytrek Varese

Ponte del Diavolo

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Un giro alla scoperta di luoghi che sorgono di fianco a cittadine e, molto spesso, sconosciuti. In questo caso andremo a fare una visita al Ponte del Diavolo, alla cascata della Molina e a un’altra chicca descritta qui al termine. Abbiamo parcheggiato la macchina presso il centro commerciale di Groppello e, dopo poca strada sui marciapiedi della provinciale, siamo entrati in una via alla nostra destra che in breve ci ha portato su di uno sterrato che, dopo aver attraversato un ponte, in breve incontra la deviazione segnata per il Ponte del Diavolo. Si scende per una scalinata di gradini ricavati nel terreno e si incontra in breve la Cascata della Molina sul lato opposto. Ancora pochi passi e si arriva ad un nuovo ponte che noi pensavamo fosse il Ponte del Diavolo. In realtà il ponte del Diavolo è una grotta scavata nella roccia e attraversata dal Torrente Tinella il cui nome è dovuto a una leggenda popolare. Il posto è comunque davvero incantevole, si fa fatica a credere che si trovi attaccato a dei centri abitati neanche così piccoli. Ritorniamo sui nostri passi non prima di aver fotografato (ma letto solo a casa…) il pannello esplicativo. Anziché tornare alla partenza proseguiamo in direzione Casciago per visitare un gioiellino nascosto proprio nel mezzo del centro abitato. Dopo aver percorso tratti di strada asfaltata e sentierini pedonali a fianco di campi verdi con vista sul Lago di Varese, arriviamo a una strada che devia dalla principale, Via Tre Valli e dopo alcune villette ci troviamo su di un sentiero e arriviamo al Fontanile della Valletta, uno splendido angolo verde dove de fori circolari scavati appositamente, sgorga acqua che alimenta un vecchio lavatoio, ricca di piante acquatiche che rendono l’acqua di un verde magico. Vi si trovano anche un paio di tavoli con panche ottimi per fermarsi a rinfrescarsi. A fianco passa il torrente Valle Luna dove i cartelli esplicativi indicano la presenza della Trota Fario, di scazzoni e di anfibi come il Rospo Verde e la Salamandra, oltre a tre diverse specie di gamberi, di cui uno autoctono. Ritorniamo indietro prendendo questa volta la strada più diretta per arrivare sulla ciclopedonale del lago di Varese e torniamo al parcheggio terminando il giro.